giovedì 1 luglio 2010

Il diario numero 2

In questo momento faccio passare tutto quello che viene in mente. Quando ti trovi chiuso in una stanza mezzo metro per mezzo metro senza finestra e senza porta perché sei caduto dentro per caso, come hai sentito in quel momento non conta nulla perchè sei al buio completo. Un amico mi ha consigliato, quando ho pensieri pericolosi negativi, in quel tempo non devo riflettere assolutamente perché smarrirò la mia forza e peggio in ogni caso.
Invece quando sono in quella situazione mi ripeto soltanto una frase per salvarmi, “rimarrò sulla linea tutto il tempo”. Una frase molto magica che mi premette a mediare per riprendermi di nuovo con una speranza che sia domani sarà un altro giorno e provo a fare meglio. Ogni volta che fallisco mi rinforzo che sarei costretto a cadere in terra per un Po’ di tempo ed alzarmi di nuovo per aver un altro fallimento.
Certo per una persona che stata perduta nel tempo di cui lasciato il suo mondo unico dove il reale ha un altro significato e un senso e che puoi fare per chi ha perso il senso?
Mi veniva nel sogno per ricordarmi che non avrei dovuto scherzare colla vita nel momento in cui avrebbe dei cambiamenti verso me stesso. In quel momento capisco quanto sono importante per me stesso. Mi diceva che sono misterioso per cui vivrò tanto e la mia via sarà dura perché è piena di nuove esperienze che dovrei farle. Per quanto riguarda il mio cuore che lo sento come fosse una spugna che prova a assorbire tutti dolori che ci sono quando ero nella stanza stretta.
Questa stanza stretta è la mia tristezza che mi mangia il cuore e quando ho chiuso gli occhi ho sentito tutto quello che scritto sopra.

sabato 11 luglio 2009

Il diario numero 2


Lui portò questa lettera a casa del suo amico e la lasciò nella cassetta della posta numero 1948.

Carissimo studente vorrei farti vedere questa lettera che ho scritto quando mi sentivo male e isolato da tutti, ho preso una penna e ho scritto:
“Il treno sulla ferrovia era appena partito per un viaggio ed era già deragliato e aveva distrutto ogni cosa intorno ad esso.
Dicevo che io avevo bisogno di un’energia che mi ricostruisse daccapo per diventare una persona che potesse pulirsi di nuovo in quel fiume di oro che era nascosto in qualche parte.
Dopo questo lavaggio sarò pronto a ricevere l’amore di Dio, accoglierò questo amore e l’ho trasformerò in medicina per darlo a chi ne avrà bisogno.
Le mie mani saranno bianche come le nuvole e sarò leggero camminando sull’acqua per arrivare al momento giusto per salvare un bambino che sta morendo. Con le mani porterò due candele: una per illuminare una casa vecchia in cui vivono due anziani che hanno perso il figlio durante la guerra, e l’altra per illuminare il cuore di una persona depressa che ha una anima soppressa, che quando si sente male piange e quando si sente bene piange lo stesso, forse perché non ce la fa.
Ti ho detto che camminerò da solo nella via che mi porta lontana verso il mondo invisibile, con i miei vistiti ; la giacca è blu e il capello è giallo e le scarpe sono nere, proverò ad attraversare tutti i ponti, sia quelli alti, sia quelli bassi…guarderò con tre occhi in tutte le direzioni e non mi stancherò mai di cercare i semi delle piante che sono bruciate nei campi di grano, li raccoglierò per donarli agli uccelli affamati e non mi dimenticherò mai di tutti i cavalli che hanno sacrificato la loro vita per avere un senso di libertà.
Costruirò una grande barca per portare tutti quelli che mi vogliono bene, e partiremo verso quel mondo, cioè il mondo invisibile. Lì non ci sarà l’odio e non ci sarà l’egoismo per nessuno, non ci saranno cattivi e nemmeno buoni, ci saremo come la luce che porta la vita verso il mattino, e la notte sogneremo di essere ponti per aiutare qualsiasi persona che abbia bisogno di venire verso di noi.”

Non dimenticare di dirmi quale è la tua idea rispetto a quello che ti ho scritto, sperando di vederti presto, ora sono in un posto molto lontano, ti racconterò quando ci vedremo.

giovedì 18 giugno 2009

Il diario numero 2


(lui è arrivato prima e non lo ha trovato il suo amico.. lo ha aspettato per un po’ di tempo.. ancora non era arrivato.. prese un foglio e scrisse…)
“Carissimo vorrei raccontarti quello che sento, niente di più, ti ho visto sempre confuso soltanto perché non hai trovato la tua strada dopo 40 anni. Hai avuto tutte le opportunità per conoscere te stesso, hai avuto il tempo per fare quello che credevi, eri libero di dimostrare che non sei per nessuno nemmeno per te.
Carissimo, il tuo mondo è molto piccolo, così mi hai fatto vedere, se fossi al tuo posto, avrei immaginato il mio mondo come uno spazio aperto senza confini. Avrei avuto tutto il tempo per riempirlo con la forza che ho, per fare vedere agli altri quante vie avrei potuto creare. Sarei potuto essere libero, pulito, positivo, convinto di camminare e correre nella mia strada ed illuminare tutte i marciapiedi, di destra o di sinistra.
Carissimo ho passato la mia vita da un fallimento ad un altro soltanto per capire chi sono e chi sarò, e ancora non l’ho capito però sto provando e mi sa che finirò per restare da solo per tutto il resto della mia vita.
Ci sono due modi per vivere la vita: essere in vita e dopo capire che vita potrebbe essere, o quello di capire la vita e dopo viverla. Io proverò di vivere e capire la vita nello stesso momento, questi sono due strumenti collegati insieme per darti la risposta completa.
Cioè senti quello che ti dice il tuo cuore. E per avere questa potenza bisognerebbe sviluppare questa sensazione per arrivare alla saggezza del cuore.
Come posso essere saggio sapendo che non ho pianto da qualche anno? Come potrei avere questa potenza vedendo che il mio cuore è un cosmo disunito che prova ad unirsi per l’alluvione e in quel momento piangerò come un lupo, forse in quel momento sentirò il mio cuore e potrò capire un po’ cosa significa la potenza del cuore.
Carissimo ti lascerò andare portando queste parole solo per pensare, non per giudicarti, e quando ci rivedremo mi racconterai dove sei arrivato.
(chiuse la lettera e le lasciò sotto una piccola pietra sulla solita montagna, e andò via)”

giovedì 4 giugno 2009

Il diario numero 2

“Benvenuto.. sei già qui !!”
“Stavo aspettando da un po’”
“Hai fatto bene!!”
“Vuoi dirmi qualcosa?”
“Si, cioè ho pensato a quello che mi hai detto nello scorso incontro e sinceramente non ho capito nulla… Lo sai che tante informazioni non ti aiutano a capire chiaramente quindi ho bisogno di comprendere meglio.”

“Pensavo che tutte le parole fossero utili per aiutarti ad immaginare dove volevo arrivare invece non ti hanno portato da nessuna parte… Dimentica tutto ciò che ti ho raccontato e vieni con me!!”
“Dove?”
“Non ti mangerò!! Vieni e preferirei che tu non faccia altre domande!!”
“Si!!”
“Immagina con me !!!
“Il cammello, il leone, il bambino. Queste parole cosa significano per te?”
“Mah, non penso che abbiano un significato particolare.”

“Scegli uno dei tre!!”
“Ho scelto il leone.”
“Perché?”
“Il leone è una figura forte, non conosce la paura, combatte per le sue idee…”
“Perché non hai scelto il cammello?”
“Lui è molto paziente, vive per salvare il mondo, può stare male per dare la felicità agli altri… Sta zitto soltanto perché è debole o perché la sua natura è quella.”

“Invece il bambino?”
“Il bambino è la stoffa bianca! Come gli angeli.”
“Che vuol dire?”
“Lui è innocente, è capace di sentire più di noi, è il paradiso della conoscenza.”
“Molto bene!!”
“Se ti chiedessi di essere queste tre figure nello stesso momento, come saresti?”
“Non ci ho pensato.”
“Va bene prendi il tuo tempo!! Però non venire ancora a dirmi che non hai capito niente… Ti lascerei andare!!”
“D’accordo”
“A presto”
“Dove vai?”
“Ho da fare!!”
“Aspetta un attimo!!”
“Si…”
“Mi servirebbe un’altra chiave per capire ciò che mi stai dicendo!”
“Non basta ciò che ti ho dato?”
“No”
“Allora, hai qualche soldo in più?”
“Per cosa?”
“Per comprare un libro di Nietzsche!!”
“Chi è?”
“Lui si farà conoscere.”
“Alla prossima”



martedì 26 maggio 2009

Il diario numero 2



C’era lui che mi costringeva a lasciarlo andare.
“Dove vai?”
Non lo sapeva nemmeno lui!!
“Inutile decidere al momento sbagliato, aspetta un attimo!!”
“Sai quando sto male scappo veloce su una montagna, mi nascondo, appena vedo la luna piena inizio ad ululare dallo stomaco, mi sento come un lupo perso…”
“Perché hai bisogno di sentirti la vittima per avere la riflessione?”
Nessuno rispondeva!
“Qualche volta immagino che la mia vita sia un film drammatico senza fine, l’attore si è stufato di fare il suo ruolo mentre il cinema era chiuso, perché giustamente non esisteva il film, non esisteva l’attore e non esistevano le immagini.”
“Mi fai ridere davvero!”
“Perché?”
“Un giorno, c’era un muratore che stava costruendo un muro, ogni volta che metteva un mattone, poi, lo toglieva soltanto perché non era convinto che questo mattone potesse essere abbastanza forte. Non si fidava del muro e del mattone o di lui stesso, e alla fine il muro è caduto sopra di lui ed è morto. Questa storia mi fa ridere immaginando il muratore.”

“Perché hai paura che nessuno ti conosca? Sei sempre spaventato di essere un fallito.. Sbaglia, cadi in terra e rialzati per provare un altro fallimento.”
“Mi fa male la testa!!”
“Ho bisogno di dirti quello che sei, fino quando vuoi stare lontano ?”
“Da chi?”
“Da te!!”
“Non lo so fratello.”
“Non mi piacciono le persone deboli, la loro energia è terrificante. Avvicinarmi a loro vuol dire stancarmi e sentirmi debole anch’io. Le parole sono magiche, stai attento! Quando ti dicono che sei debole è perché loro ti vogliono così e tu sei costretto a vivere sotto la loro magia!!!”
“Non ho capito…”
“Quello che ti dico non lo troverai mai dentro i libri. Per arrivare alla tua profondità dovresti avere una grande coscienza per distinguere il bianco dal nero.”

“So che hai male alla testa.. ora ti lascio andare!!”
“Potrei incontrarti un’altra volta?”
“Certo !”
“Dove?”
“Su quella montagna.”
“A che ora?”
“Quando la luna sarà piena mi troverai lì!!!”

Maher Draidi

domenica 24 maggio 2009

La fotografia di Sandro Beoni









Le foto durante la rigistrazione del disco dell'orcherstra molti etnica aretina ( OMA)